"Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello

Recensione

TRAMA:

 Vitangelo Moscarda, chiamato dalla moglie Gengè, è un uomo ordinario. Ha ereditato un cospicuo patrimonio dal padre e vive di rendita. Un giorno la moglie Dida gli fa notare un piccolo difetto fisico di cui non si era mai accorto: il naso leggermente storto. Questa semplice e apparentemente innocua osservazione gli fa capire quanto gli altri abbiano una percezione di lui completamente diversa da quella che egli ha di se stesso. Da questo si origina in Moscarda il desiderio ossessivo di conoscere il suo vero "io", distruggendo le centomila immagini di lui che hanno le persone che lo circondano. Un'idea folle che lo porta a compiere gesti tanto bizzarri che la moglie e il suocero, ritenendolo pazzo, tentano di farlo interdire. Moscarda viene avvertito di questo da Anna Rosa, un'amica di Dida, con la quale ha un rapporto di confidenza e che tuttavia, con gesto inspiegabile, durante un loro incontro gli spara, ferendolo. L'episodio induce tutti a credere che tra i due ci sia stata una relazione sconveniente, tanto che Moscarda ammette le sue colpe e dimostra profondo pentimento, indossando suo malgrado la maschera dell'adultero. La felicità giungerà estraniandosi dalla società. 

 

 

Ricordo ancora quando per la prima volta sentii parlare di questo libro alle medie, quando la professoressa di italiano iniziò ad intrudurre Pirandello.
Sin da subito la trama di questo libro mi ha affascinata, per non parlare del titolo che lascia abbastanza perplessi.
 
 
 Ho iniziato questa lettura con la convinzione che mi sarebbe piaciuta, infatti sin dalle prime pagine ho sentito una certa affinità con Vitangelo Moscarda.

Un uomo che da quando gli viene fatto notare un suo difetto fisico, si rende conto che la visione che ha di sè non è la stessa visione che gli altri hanno di lui.
Una vita passata con la convinzione di essere qualcuno, la certezza di essere quella determinata persona, eppure è  bastato un semplice commento per cambiare totalmente e drasticamente la vita del nostro protagonista.

Chi è Moscarda?

Questa sarà la domanda che vorticherà nella mente di Vitangelo, portandolo alla pazzia.


Quanta importanza diamo ai giudizi altrui? Quanto ci facciamo influenzare da essi cambiando drasticamente il nostro modo di vedere le cose?
 
Perchè?

Questa è una bella domanda e non credo ci sia una vera e propria risposta. Forse siamo troppo fragili, forse non siamo convinti nemmeno noi della nostra persona, forse ci sottovalutiamo.
Chi lo sà.

Fatto sta che una semplice parola può ribaltarci completamente, ed è cosi che si è ritrovato Vitangelo, capovolto.

Quante persone aveva interpretato nella sua vita?
Con la moglie era costretto ad interpretare un determinato personaggio e la stessa cosa con i suoi amici. Ogni aspetto del suo quotidiano rappresentava le aspettative che gli altri avevano di lui.
Una vita passsata a compiacere gli altri, che lo ha portato a perdersi completamente.
 
Si è reso conto di non conoscersi.
Di non sapere le sue passioni.
Di non avere un carattere proprio.
Di non avere una propria identità.
 
Aveva assunto centomila volti e nessuno di essi era veramente lui.
 
Un libro che da come si può ben dedurre è molto profondo, va letto con attenzione, comprendendo e assimilando ogni parola.
 
Non c'è stato nemmeno un momento in cui durante la lettura io mi sia annoiata, ma sono rimasta incollata alle pagine del libro, curiosa di sapere fin dove si sarebbe spinta la pazzia del protagonista.
 
Credo che sia uno dei classici più belli e intensi che io abbia mai letto; entrare nella mente di Moscarda non è stato semplice, tutto sembrava non avere un senso, eppure attraverso le sue parole, i suoi pensieri, anche le cose senza senso hanno acquisito un significato.
 
 
Inserisco questa storia nella lista dei libri da leggere almeno una volta nella vita, perchè al suo interno vi è cosi tanta verità, cosi tanta vita, che non puoi vivere senza averlo mai letto.
Tutti hanno bisogno di leggere questa storia.
Tutti hanno il bisogno di aprire gli occhi e vedere se stanno realizzando se stessi o gli altri.
 
Stai vivendo la tua vita come vorresti o ti stai facendo condizionare?
 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

"La libreria dei piccoli miracoli" di Roberta Bianca e Ambra Garofalo

"La nostra favola" di Irene Stasi

"Distruggi ciò che ti ha distrutto" di Mina F.