"Le cattive ragazze scelgono l'uomo giusto" di Fiona Neill

 Recensione

TRAMA:

 E se la vita di Ali Sparrow, una giovane e squattrinata studentessa, stesse per cambiare? Quando Bryony Skinner la assume come babysitter, Ali si trova infatti catapultata in un mondo diverso dal suo, accolta in una famiglia ricchissima e all'apparenza perfetta. L'incarico non è tacile: Bryony è una donna in carriera, ambiziosa ed esigente, abituata ai privilegi di una milionaria e sempre pronta a sottolineare i difetti di Ali. Suo marito Nick è un individuo sfuggente e ambiguo, che trascorre la maggior parte del tempo al computer o attaccato al telefono. E poi ci sono i figli: i due strani gemelli, un'adolescente ossessionata dal proprio peso, e infine l'arrogante primogenito, che ha quasi l'età di Ali, ma a quanto pare ha ancora bisogno di una babysitter. Ali sta cominciando ad abituarsi alle stranezze, alla ricchezza e ai lussi degli Skinner, quando all'improvviso tutto sembra andare a rotoli. Un gigantesco scandalo rischia di fare emergere il torbido che si nasconde dietro la rispettabile tacciata della famiglia. Solo a questo punto Ali si rende conto di avere visto cose che torse non avrebbe mai dovuto vedere... Quale sarà la sua decisione? Seguirà i suoi princìpi, che le impongono di non rivelare i segreti degli Skinner? Oppure si farà abbindolare dall'uomo sbagliato e racconterà tutti i fatti privati di chi l'ha sempre considerata poco più che un soprammobile?

 


Una storia senza una storia.

 Questo è l'unico modo in cui definirei questo libro, a cui manca proprio l'essenza, una sorta di "storia senza anima", non so se potrete comprendere questo mio paragone, ma è sicuramente perfetto per questa situazione.

La trama è molto promettente, altrimenti non avrei comprato il libro, infatti mi aspettavo qualcosa di dinamico, con scene all'ultimo grido o all'ultimo scalpore, invece l'ho trovato noioso e non coerente con le sue premesse.
Anche la copertina non capisco a cosa faccia riferimento, perchè non coincide per niente con quella che è la storia, anzi, rende le idee ancora più confuse. Nonostante sia comunque una bella copertina, questo non lo metto in dubbio. 

Per non parlare del titolo.
Insomma una ragazza che lavora per aiutare la propria sorella, che da sostegno alla propria famiglia, come può essere definita una cattiva ragazza? l'ho trovato veramente un controsenso.

In questo libro la protagonista dovrebbe essere Ali, ma io la definirei più un manichino o una marionetta, perchè nel corso della narrazione lei non fa assolutamente nulla. 
Bene o male riusciamo a farci un idea chiara di ogni membro della famiglia, sia a livello caratteriale che fisico, ma della nostra protagonista non sappiamo assolutamente nulla.

Sembra una sorta di spettatrice che assiste a tutte le discussioni e gli scandali che incombono sulla famiglia Skinner.
Una famiglia sicuramente molto "particolare", che come sempre è brava nell'apparire perfetta sui giornali e agli occhi degli altri, ma basta guardare ciò che accade in casa per rendersi conto che "non è oro tutto ciò che luccica".

Quest'ultima cosa va sicuramente a favore di questo libro, perchè ci fa appunto capire ciò che succede dietro le quinte di queste famiglie ricche, che non fanno altro che ostentare la loro ricchezza senza pensare a problemi ben più gravi.

Per non parlare del fatto che appena si trovano in difficoltà ecco che tutti i loro "amici" li lasciano alla deriva, perchè troppo preoccupati nel pensare ciò che gli altri potrebbero dire di loro.


Ho letto questo libro con una lentezza disarmente e sinceramente non so nemmeno come ho fatto a terminarlo; in genere non sono una persona che boccia i libri, perchè li reputo personali, ma in questo caso manca proprio la storia.

Ringraziamo il cielo per la presenza di quei due/tre personaggi che hanno dato un briciolo di vita al libro, altrimenti sarebbe stata veramente una catastrofe totale.
 
 
La cosa che più di tutte mi ha dato fastidio è il fatto che vengano trattate tematiche molto importanti e diffuse tra gli adolescenti di oggi, come ad esempio l'anoressia; se io inserisco un argomento del genere nel mio libro, l'ho devo saper trattare, altrimenti farei meglio a non citarlo.
Invece l'anoressia viene banalizzata, trattata come se fosse qualcosa di poco conto e nemmeno definita una malattia, nonostante oggi rientri proprio nelle "malattie del disturbo alimentare".
 
Di conseguenza mi viene da pensare, che se una persona che già ha dei comportamenti tipici di questa malattia, legge questo libro, se n'è fa un idea del tutto sbagliata, come se non fosse niente di che.
 
Diciamo che questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.🙈
 
 

Mi dispiace molto perchè, come già vi ho detto prima, mi aspettavo una storia completamente diversa, un pò in stile "Gossip Girl" e sono certa che se la trama fosse stata sviluppata in modo differente, questo libro avrebbe fatto un enorme successo.
 


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