"Illmitz" di Susanna Tamaro

Recensione

TRAMA:

 Un giovane venticinquenne decide di intraprendere un viaggio a Illmitz, città al confine tra Austria e Ungheria, in cui viveva la sua famiglia prima che i genitori si trasferissero sul Carso. È un viaggio decisivo, che il protagonista, ora residente a Roma, ha deciso di compiere per fare i conti con se stesso, con la propria inquietudine, la propria fragilità, e per dare un senso a uno strisciante senso di inadeguatezza, al mondo e alle persone che lo circondano. Ma sarà, per lui, inevitabilmente, un viaggio insieme ai fantasmi che si stagliano nella propria memoria: Agnese, sua sorella, morta bambina, investita mentre attraversava una strada a occhi chiusi per mettere alla prova l’esistenza dell’angelo custode; il suo amico d’infanzia, Andrea, rimasto nel paese natale, sul Carso, lui sì, in salvo, vicino alle proprie radici; sua madre. Ma, soprattutto, Illmitz fa emergere il centro di questa inquietudine: Cecilia, la “fidanzata” del giovane, impiegata a Roma, dotata di una fisicità possente, una sessualità esuberante, un desiderio avvolgente, una vitalità istintiva. In lei il protagonista si specchia e con lei dovrà fare i conti. 

 

 

 Devo dire che mi trovo parecchio in difficoltà nel descrivervi questo libro, perchè la sua lettura è stata veramente strana.
Non è un libro che ho scelto io, per cui non avevo idea di quale trama avesse e di che genere fosse, sono andata ad effetto sorpresa.

Più che una storia, mi è sembrata una raccolta di pensieri, sensazioni, che questo posto ha scaturito nel protagonista.
Rivive con la mente la sua infanzia, ogni cosa che lo circonda rievoca alla sua mente i momenti passati con la sua famiglia.

Anche se compie questo viaggio da solo è come se non lo fosse veramente, perchè i ricordi gli tengono compagnia.

La figura di sua sorella è quella che gli sta accanto costantemente, come se lui non avesse mai accettato il fatto che sia andata via. Ricorda tutto di lei, anche i dettagli più "insignificanti" e la sua figura lo accompagna giorno e notte.

Questo libro più che ad un viaggio fisico mi fa pensare ad un viaggio interiore, dove si cerca di trovare se stessi ritornando alla propria origine, al luogo che ci ha creati e formati.

Sicuramente è una storia profonda, particolare, che per essere apprezzata ha il bisogno di essere capita bene, altrimenti sembra solo un insieme di frasi sconnesse tra loro.

Non mi sento di volerla bocciare del tutto, perchè comunque lo letta con curiosità e con la voglia di scoprire cosa si aggirasse nella mente del protagonista, ma diciamo che non mi ha fatta impazzire.
Il fatto che questo ragazzo non venga identificato con un nome non so se sia un bene o un male.
Da una parte mi da un pò fastidio, dall'altra mi fa pensare che la scrittrice forse ha fatto questa scelta per permettere a qualsiasi persona che legge questo libro, di essere quel ragazzo.

Una scelta di sicuro fuori dall'ordinario e azzardata.
 

Durante la lettura ci sono anche numerosi riferimenti alla ragazza di lui, a cui un nome viene dato: Cecilia.

Ci viene narrato di come questa ragazza l'abbia salvato dalla solitudine, di come l'abbia rapito con il suo corpo.
Un legame insolito, che viene però descritto con parole piene di sentimento.
Ad un certo punto viene messo in evidenza il fatto che questo loro rapporto, viene spesso giudicato da altri, che senza sapere nulla di loro si prendono la briga di mettere voce in mezzo alla loro relazione.

Di sicuro qui possiamo prendere uno spunto importante di riflessione, perchè troppe volte le persone si permettono di giudicare dal di fuori, di etichettare e di stabilire sentenze senza sapere nulla.

E qui il protagonista c'è lo fa capire senza giri di parole.
 
Consiglio questa lettura?
Perchè no, alla fine ognuno di noi può percepirla e sentirla in maniera diversa.
Magari a me questo viaggio interiore più di tanto non mi ha colpita, ma forse a te che stai leggendo questa recensione ti farà riflettere e diventerà il tuo libro preferito.
 
Alla fine è una lettura breve di circa 124 pagine, con un linguaggio molto "poetico" e "profondo", ma allo stesso tempo non pesante.


 

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