"Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness

 Recensione

All'inizio ero molto titubante sul fatto di iniziare questo libro o meno, poi mi sono detta: "tanto cos'ho da perdere" e alla fine lo iniziato a leggere.

Nonostante sia una lettura per ragazzini tratta argomenti molto importanti, sviluppati in maniera impeccabile e "semplice", perchè riesce a farti comprendere determinate situazioni senza troppi giri di parole o usando una terminologia troppo "elevata", questo ovviamente dovuto proprio dal fatto della fascia d'età a cui questo libro è indirizzato.

TRAMA:

Il mostro si presenta a Conor sette minuti dopo la mezzanotte. Puntuale. Ma non è il mostro che Conor si aspettava, l'orribile incubo fatto di vortici e urla che lo tormenta ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Questo mostro è diverso. È un albero. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.    

 La vita di Conor viene stravolta da quando scopre che sua madre è malata, il suo spirito si affievolisce, diventa passivo a quello che gli accade intorno, si chiude all'interno di un bolla, per ripararsi da quello che gli sta succedendo. Soffre di un dolore silenzioso, che non riesce ad esprimere, bloccato dentro di sè, come un groppo in gola che non vuole venir fuori, rimane li fermo e cresce giorno dopo giorno, diventando impossibile da sopportare.

Nessuno comprende quello che lui sta vivendo, nessuno si sofferma a guardare oltre alla facciata del "bambino con la madre malata", si ritrova cosi costretto a ricevere pietà da tutte le persone che lo circondano, che lo compatiscono, ma lo fanno sentire ancora peggio. Tutti credono di sapere come lui stia veramente, credono di conoscere quello che stia passando e cosa prova in questo momento, ma in realtà nessuno ha la più pallida idea del grande peso che grava su di lui.

L'apparizione di questo tasso all'inizio pensa sia un evento negativo, che questa specie di "mostro" voglia mangiarlo, ma in realtà vuole solo far si che la verità che risiede dentro di lui venga fuori. Gli insegnerà che dietro ad un azione giusta non c'è sempre una persona buona e dietro ad una persona buona non c'è sempre un azione giusta.

L'albero farà in modo che Conor abbia il coraggio di ammettere quello che realmente sta passando, di non fingere che vada tutto bene, che niente lo tocca, ma di ammettere che in realtà dentro di lui qualcosa sta accadendo. Questo ragazzo è riuscito a costruire intorno a se un castello di carte, fatto di apparenze da mostrare agli altri, per non rivelare il suo vero stato d'animo, ma c'è bisogno che questo castello cada e si mostri cosi com'è, insieme alle sue sofferenze.

Quando il dolore, la malinconia, le false speranze vengono a galla creano un malessere fisico, si posano sulla persona e la appesantiscono, la fanno sentire male inizialmente, ma una volta liberati tutti questi sentimenti il nostro animo diventa più leggero.

La storia di Conor mi ha commossa, mi ha fatto capire quante volte invece di aiutare qualcuno che sta nel dolore, con la nostra compassione peggioriamo soltanto la situazione, avvolte affinchè una persona possa stare meglio è necessario aiutarla a dimenticare quello che sta passando, a farlgli vivere in nostra compagnia attimi di spensieratezza e non ricordargli costantemente quello che sta affrontando.

Anche se è un libro per ragazzi sono certa che tutti dovrebbero leggerlo è una storia che ti entra dentro, che fa male perchè ti parla di una dura verità senza esitazione, ti sbatte in faccia la realtà senza secondi termini.

Non tutte le storie si concludono con un lieto fine, ma sta a te decidere come vivere la cosa, se accettarla e continuare a vivere o cadere nello sconforto.

I finali peggiori possono riservare un qualcosa di inaspettato sta a noi afferarlo.

 

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