Recensione
TRAMA:
Ci sono cose che vale la pena proteggere. A volte persino da se stessi
Fin
da bambina Nica ha sempre desiderato avere una famiglia. Quando a
diciassette anni qualcuno decide di adottarla, quel desiderio sembra
finalmente avverarsi. Nica è docile, buona, colma di una speranza che la
porta a vedere il meglio nel mondo, ma il destino vuole che insieme a
lei venga portato via anche un altro orfano, Rigel, l'ultima persona che
Nica vorrebbe come fratello adottivo. Rigel è intelligente, scaltro,
suona il pianoforte come un demone incantatore ed è dotato di una
bellezza in grado di ammaliare, ma il suo aspetto angelico cela
un'indole spietata, da cui Nica si è sempre tenuta alla larga. In lui
c'è qualcosa di incomprensibile che ha sempre reso il loro rapporto
difficile e inconciliabile, e anche se le loro anime sono legate da un
passato comune di dolore e mancanze, la convivenza tra loro sembra
impossibile. Eppure Nica è determinata a non arrendersi e a proteggere
il suo sogno da qualsiasi ostacolo. Persino quando quell'ostacolo ha due
occhi neri e uno sguardo bruciante.
In questo momento è molto difficile esprimere ciò che questo libro mi ha trasmesso.
Durante la lettura mi sembrava di essere dentro un tornado, mi sono schiantata contro il dolore di Riger e la delicatezza di Nica, ho percepito sulla mia stessa pelle quello che hanno provato.
Alcune volte mi sono sentita persa.
Disorientata.
Perchè i loro mondi mi hanno travolta, inghiottita.
Sono sempre stata affascinata dalla psiche umana, dalla nostra mente, un meccanismo cosi contorto che non segue logica.
Va a modo suo ed è troppo difficile dominarla.
Per questo motivo, nonostante sia la seconda volta che leggo questo libro, inizialmente è stato complicato per me comprendere Rigel.
Non è un ragazzo qualunque, non è il solito cattivo della situazione, lui è molto di più.
Le persone come Rigel hanno tanto da dare, ma tutto ciò che vogliono donare è stretto da corde di dolore che soffocano ciò che hanno dentro.
I sentimenti di Rigel sono rinchiusi all'interno della sua sofferenza, del suo male. Un male che lo divora, lo lacera, che diventa parte di lui unendosi al suo essere.
Lui per il mondo era il cattivo. L'egoista. Tutte le attenzioni appartenevano sempre a lui.
Eppure mentre lei maltrattava quei bambini, quando sentiva le loro i grida e i loro pianti avrebbe desiderato non essergli tanto caro.
Per questo motivo rifiutava il suo amore. Non lo accetava. Non avrebbe mai accetato l'amore di un mostro.
Una persona, che è l'unica a cui vengono riservati gesti di dolcezza e attenzioni ma che nonostante ciò li rifiuta, come può essere considerata egoista?
Io sono convinta che Rigel si preoccupava più di quando dava a vedere.
Quante volte l'istinto ha cercato di avere la meglio sulla sua ragione, quante volte il suo cuore ha cercato di spingerlo, di buttarlo in quel vortice di emozioni che lui tanto desiderava, ma ecco che le corde diventavano più strette, ecco che la sua mente lo teneva di nuovo incateneto.
Ogni volta che ricadeva nel suo oblio ho sentito il mio cuore stringersi insieme al suo, sanguinare per ciò che lui aveva dentro e non poteva mandar via.
Avrebbe voluto far spazio a quel piccolo fiore, a quella delicatezza inumana, a quel bagliore di luce, ma cosa gli sarebbe successo? Quali sarebbero state le conseguenze?
Sarebbe stato abbandonato di nuovo?
Il buio avrebbe dominato definitivamente su di lui?
Quel bellissimo fiore sarebbe appassito a contatto con lui?
Paure, quesiti senza risposta, problemi irrisolti, nulla sarebbe andato per il verso giusto.
Allora ha deciso di mandare via quel pizzicore al cuore.
Quel fiore troppo bello per essere vero.
Quella falena cosi delicata, ma che nonostante le apperenze era allo stesso modo lacerata dentro.
Nica non si era mai ripresa da ciò che aveva subito.
Siamo troppo spesso portati a pensare che le cose belle siano allo stesso tempo perfette, senza difetti, ma non è mai cosi.
Anche le cose belle hanno qualcosa che non va, anche un fiore ha un petalo più appasito di un altro.
Anche Nica combatteva con qualcosa che era più grande di lei, la sua mente ricordava ogni dettaglio di quei momenti di dolore, le sue mani ricordavano, il suo corpo ricordava.
Tutto era impresso su di lei come una cicatrice sottopelle, che all'apparenza non si vede, non si nota.
Ma ecco che la notte portava a galla tutto ciò che sentiva dentro, tutto ciò che aveva subito, accusato senza mai parlare. Quando chiudeva gli occhi ecco che il mostro tornava a bussare alla porta per infestare i suoi sogni.
Lei ci provava a dimenticarla, lei cerava di seppellire il male di questo mondo con la sua delicatezza, la sua bontà, sempre pronta ad aiutare gli altri, a farsi male per il prossimo.
Ma tutto questo non cancellava i suoi ricordi.
Nica e Rigel all'apparenza sono cosi diversi, come un leone e un agnello, loro non potevano avere niente in comune, la delicatezza e la brutalità non possono andare a braccetto.
Eppure erano lo stesso libro.
Le loro copertine erano diverse, di due edizioni differenti, ma la storia era la stessa.
Ma due dolori cosi grandi sarebbero riusciti a farsi forza a vicenda? A creare un legame?
Lui l'aveva sempre respinta, sin dall'infanzia. In lei vedeva una speranza e proprio per questo motivo cercava di allontarla in tutti i modi possibili. Era convinto che per lui non esistesse una via d'uscita.
Ma le storie non sono sempre belle o piacevoli, ogni storia racchiude un universo diverso, dove il ruolo dei personaggi si ribalta. Il principe azzurro non è sempre buono e il lupo non è sempre cattivo.
Questa storia non è adatta a tutti perchè va compresa, sviscerata per rilevare ogni particolare. Non può essere letta con superficialità. Devi immedesimarti in caratteri che magari sono diversi da te, che non ti appartengono, ma devi farlo per poterli comprendere.
Devi essere un pò Nica e un pò Rigel, un pò Norman e un pò Anna, devi essere tanto per capire tanto.
Io con coraggio ho intrapreso questo viaggio, ho deciso di soffrire, di gioire. A volte mi sono sentita male a leggere certe cose, ma altre volte il mio cuore si è scaldato per alcune situazioni.
Insomma devi essere forte se vuoi leggere questo libro, ma sopratutto attento, perchè nulla viene inserito al suo interno se non con uno scopo!
Durante la lettura ammetto che non mi sembrava di leggere un libro, ma una vera e propria poesia. Erin Doom riesce a creare con le sue parole dei versi magnifici. Frasi e discorsi sono come le note di uno spartito. Trovo in questo "libro" un mix di cosi tante cose che non solo lo rendono speciale, ma unico.
Ringrazio per questo motivo l'autrice, da parte di tutti noi lettori, perchè ci ha regalato due cuori meravigliosi, un cuore di falena e uno di lupo, che ci hanno fatto tanto male ma ci hanno fatto anche tanto bene.💗
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